martedì 23 dicembre 2025

Recensione: DAWN OF A DARK AGE "Ver Sacrum"

Full-length, My Kingdom Music
(2025)

"Ver Sacrum" dei Dawn Of A Dark Age vede l'ingresso di un nuovo cantante, Ignazio Cuga, alias Brusiòre, della band folk black metal sarda KRE'U. Questo album, fondamentalmente, porta avanti la tradizione di questo progetto, forgiata in svariati album. "Ver Sacrum" sembra davvero spiccare il volo grazie a composizioni atmosferiche, evocative ed epiche, nelle quali non mancano cori di battaglia ed elementi che esulano dai soliti canoni del metal estremo. Si mescolano certamente musica estrema ma anche folk e jazz, e abbiamo un bellissimo artwork di copertina realizzato dal fotografo norvegese Kjetil Karlsen.

"Ver Sacrum" si colloca in quella "via di mezzo" in cui possiamo trovare artisti del calibro di Agalloch, Wolves In The Throne Room, Primordial, Saor, White Ward, mentre il concept richiama il popolo dei Sanniti, devoti al dio Marte — o Mamerte in lingua sannitica — come suggerisce lo stesso titolo. La Primavera Sacra (Ver Sacrum in latino) era infatti un rituale di natura sociale e religiosa, diffuso almeno dall’Età del Bronzo (2300-1100 a.C.) e praticato da diversi popoli dell’Italia antica. Prevedeva la migrazione di una parte della comunità per fondare nuove colonie ed evitare il collasso sociale.

Musicalmente si riesce a ricreare questi antichi scenari grazie ad un largo utilizzo di strumenti particolari, in primis il clarinetto di Vittorio Sabelli, ma anche altri strumenti che donano un fascino particolare all'opera. Viene dato ampio spazio anche alle percussioni, molto volte dal mood tribale, come dimostra ad esempio il finale di un pezzo come "Il consiglio degli anziani (L'oracolo)". Mentre la voce passa da scream laceranti a parti narrate senza alcun problema. Se vogliamo sentire qualcosa di vagamente e integralmente riconducibile al black metal dobbiamo rivolgersi ad un pezzo come "Il voto infranto (L'ira di Mamerte)", anche se è difficile parlare in questi termini anche qui, dato che anche questo brano è fortemente contaminato, soprattutto dopo la sua seconda metà.

Forse parlare di avantgarde black metal potrebbe essere la cosa più giusta, ma siamo anche lontani dalle band citate in apertura. Dawn Of A Dark Age è un sentiero molto particolare da percorre, e questo album, che presenta solo quattro canzoni, ognuna piuttosto lunga e sfaccettata, ha le caratteristiche di saper raccogliere diversi stili ma di creare una miscela vincente e coesa. Spicca molto il clarinetto di Sabelli, come anche gli archi. 

Ecco, questi sono i due elementi che più caratterizzano questo album, oltre ad una prestazione vocale davvero sopra le righe. Disco dell'anno, o poco ci manca, per chi ama il folk metal più sperimentale e dai toni folk, etnici ed epici. 

Toxic Trace

Tracklist:
1. Il voto infranto (L'ira di Mamerte) 
2. Il consiglio degli anziani (L'oracolo)
3. Il rito della consacrazione 
4. Venti anni dopo: la partenza (Nascita della nazione sannita)

Line-up:
Vittorio Sabelli: clarinets, bass clarinet, accordion, guitars, bass, organ, piano 
Ignazio Cuga: vocals and choirs 
Diego 'Aeternus' Tasciotti: drums 

Guest musicians: 
Alessandro Sforza - choirs 
Dora Chiodini - flute 
Antonio Varanese - violin 
Jacob Berzekis - cello 

Nessun commento:

Posta un commento