venerdì 19 dicembre 2025

Recensione: NODE "Canto VII"


Full-length, Nadir Music
(2024)

Un disco come "Canto VII", legato all'Inferno di Dante e settimo sigillo targato Node non potrebbe che far presagire qualcosa di violento e malsano. Ma i Node questa volta si sono superati, andando a confezionare un disco che non ha letteralmente nessun punto debole, ma solo punti forti. Prodotto in maniera spettacolare e con una prestazione della band che è forse la più intensa di tutta la loro carriera, "Canto VII" è un disco che si muove grossomodo su quei binari thrash/melodic death metal tracciati da band come i Silwork, i Dark Tranquillity, i primi Arch Enemy e i Carcass, ma con un tocco di futurismo e modernità.

L'opener "Pape Satan” apre l'album con toni oscuri, rumori sinistri e un feeling per nulla rassicurante, e quando parte “Enter The Void”, che in pratica è il primo vero brano in tracklist, si crea lo scompiglio più totale. Il sound è compattissimo, le chitarre costruiscono riff violenti e fatti di marmo, mentre la batteria sfodera tutto il repertorio classico di chi conosce il drumming tipico della musica estrema. Si prosegue sempre con l'asticella molto alta a livello di intensità con "The Sacred Theather of Nothingness", ma è bene sottolineare che la band questa volta ha optato per una furia e velocità maggiori che in passato, ma ha anche saputo mescolare a tutto questo un groove assassino che ben bilancia queste stoccate pazzesche.


Artefice anche di questa ritrovata verve è il nuovo cantante Davide Arri, che si pone come mattatore a suon di scream nel classico stile thrash e death metal. Ritroviamo anche con piacere colui che c'è sempre stato, il bassista Gary D’Eramo, che va premiato non solo per la perseveranza e per la lunga militanza nel panorama estremo italiano, ma per aver saputo traghettare i Node in un nuovo inizio. Solo così potremmo descrivere questo "Canto VII", perchè proseguendo con l'ascolto si innescano ancora maggiormente ordigni pericolosi come “The Wolves Of Yalta” o “Resign Yourself”, ma tutti i brani offrono un bombardamento a tratti quasi insostenibile...E noi gioiamo per questo!

In definitiva, questo dei Node è uno dei migliori dischi usciti negli ultimi anni, in Italia o non Italia. Suona fresco, devastante e ispirato e non mancherà di placare la fame di ogni amante dell'estremo fatto con competenza e tante buone cose da offrire.

Marco M.

Tracklist:
1. Pape Sátan
2. Enter the Void
3. The Sacred Theather of Nothingness
4. The Wolves of Yalta
5. IGod
6. Life on Display
7. Resign Yourself
8. The Cage
9. Moan of Pleasure
10. Territory (Sepultura cover)

Line-up:
Gary D'Eramo - Bass
Pietro Battanta - Drums
Gabriele Ghezzi - Guitars
Davide “Dave” Arri - Vocals

Links:
Bandcamp
Facebook
Spotify
YouTube



Nessun commento:

Posta un commento