domenica 30 novembre 2025

Intervista: TEZZA F



Filippo Tezza è uno dei tanti talenti sparsi in Italia e "facchini" del power metal incontaminato! E' indubbio che il suo apporto alla scena, tra l'altro ottimo come testimoniato dal suo ultimo album "Echoes From The Winter Silence", sia totale e prezioso. Onestamente crediamo meriterebbe più attenzione e rispetto da parte soprattutto dei fans del power metal italiani, ma qui entreremmo in un discorso sulla esterofilia vecchio come il mondo. In ogni caso vi offriamo questa intervista, davvero bella. Complimenti ancora a Filippo Tezza per il lavoro che svolge musicalmente e per la sua disponibiltà!

1) Ciao Filippo e benvenuto sulla nostra zine! Come sta andando il tuo nuovo "Echoes From The Winter Silence" finora? hai ricevuto delle buone critiche?
Ciao a tutti e grazie! Il nuovo album dal punto di vista delle recensioni e della stampa sta andando abbastanza bene, anche se ho l’impressione sia lievemente meno apprezzato rispetto al disco precedente. Sicuramente è un album un po’ più ricco e più variegato rispetto a “Key to your Kingdom”, quindi posso anche capire che non abbia lo stesso impatto. In ogni caso le recensioni sono positive e in alcuni casi davvero molto buone, quindi alla fine sono comunque contento che il mio lavoro sia apprezzato. Dal punto di vista vendite, ascolti, e riscontro generale del pubblico, non nascondo che l’album è purtroppo partito un po’ con il freno a mano tirato rispetto al predecessore. Ma si sa, in questi tipi di attività è sempre da tenere in conto che per quanto cerchi di fare le cose bene e meglio delle volte precedenti, non c’è comunque una scienza esatta sul come saranno ripagati i tuoi sforzi. Io comunque faccio musica sempre e prima di tutto perché mi piace e mi fa star bene, quindi aspetti come il riscontro, i commenti, l’engagement, le vendite, ecc... sono sicuramente interessanti e degni di attenzione, ma non sono la cosa più importante per un progetto di questo tipo.

2) Parliamo un po' dello stile musicale del tuo progetto Tezza F. Come pensi si sia evoluto dal primo album ad oggi?
Penso che la maggiore evoluzione si possa vedere concretamente negli arrangiamenti, che di album in album sono riuscito (credo e spero) a perfezionare e a rendere sempre più funzionali ai singoli brani. Se prendiamo il primo album, “The Message”, del 2013 (ma lo avevo iniziato a comporre già nel lontano 2008), penso che di idee buone e valide ce ne fossero già, purtroppo “gonfiate” da una certa prolissità nel songwriting e nell’arrangiamento generale (soprattutto negli arrangiamenti di orchestra/tastiera) che ne hanno appesantito la fruizione. Ora come ora sono errori che cerco di evitare e che penso di aver imparato ad evitare; pure una lunga suite come la nuova “Winter of Souls” penso sia molto più fruibile adesso nei suoi 14 minuti rispetto a una “The Message” di allora (la suite di 19 minuti presente nel primo disco). Anche il discorso sonoro fortunatamente è migliorato e ho acquisito un po’ di esperienza e orecchio in più durante la fase di mixaggio. Un altro aspetto decisamente migliorato progressivamente disco dopo disco, riguarda poi la voce; negli ultimi due album in particolare, penso sia evidente un deciso miglioramento dell’impostazione della voce e negli arrangiamenti vocali, rispetto ai primi due album. Tutti questi sono gli aspetti principali che credo si siano sensibilmente evoluti in quasi 20 anni di attività del progetto.

3) In ambito power, quali sono le realtà che più ti hanno influenzato?
Il power metal è nella mia vita da quasi 25 anni, sono cresciuto in particolare con band come Blind Guardian (mia band preferita di sempre, il gruppo che mi ha introdotto al power metal per la prima volta), Rhapsody (of Fire), Stratovarius, Sonata Arctica, Gamma Ray, Edguy, Avantasia, Nightwish, Children of Bodom… ecc. Questi grandi nomi sono stati parte del mio pane quotidiano per tanti anni, così come molti altri che non cito perché ci vorrebbero troppe righe. E’ innegabile quindi che per i miei primi gruppi e anche, ovviamente, per il mio progetto power metal, io abbia sicuramente preso ispirazione da queste realtà; in un modo o nell’altro, mi hanno sempre influenzato e spinto a voler provare a scrivere qualcosa di completamente mio. Poi nel tempo, lo sviluppo di tutto il mio stile ha risentito anche dell’influenza di altri generi e di correnti più estreme che hanno poco a che spartire con il power.

4) E' passato appena un anno dal tuo precedente album "Key To Your Kingdom" e sei di nuovo qui con un nuovo lavoro. Dove trovi tutta questa ispirazione?
Beh va tenuto conto del fatto che la doppietta “Key to your Kingdom” e “Echoes from the Winter Silence” veniva da un periodo silenzioso per questo progetto, nel senso che l’ultimo full-length era stato “A Shelter from Existence” di 7 anni prima (escludendo un EP nel 2020). Quindi, in tutto quel lasso di tempo ho anche fatto tempo ad accumulare qualche idea in più su cui lavorare; oltretutto sono due album che contengono canzoni non proprio nuove, poiché molte idee risalgono ai primi due demo del 2006 e 2008, ovviamente riprese da zero e rielaborate completamente. Ho lavorato ad entrambi gli album in un’unica sessione, quasi come fossero un disco unico, quindi. Perciò, ecco spiegato perché sono riuscito a lavorare e a pubblicare due nuovi album di Tezza F a stretto giro... ma non è una cosa ordinaria, ecco. Quel lungo lasso di tempo intercorso era comunque dovuto al mio impegno con la band Chronosfear, di cui nel frattempo sono stati pubblicati due album (di cui l’ultimo scritto interamente da me), e ho comunque pubblicato anche altre cose con gli Empathica nel 2019 e con il mio progetto black metal Silence Oath (2020 e 2022). Quindi, effettivamente, devo anche riconoscere che mi piace parecchio tenermi occupato con la musica e mi ritrovo spesso a realizzare nuove idee e nuove composizioni. Non so di preciso da dove “arrivi” questa ispirazione, fortunatamente per ora abbastanza costante, ma so che è una mia passione, una valvola di sfogo ed una mia urgenza per esprimermi artisticamente, e finora questa cosa mi piace e mi fa stare bene.


5) Parliamo del pezzo più bello e vario (a nostro parere) che chiude l'album, ovvero "Winter of Souls". Spiegaci come hai composto un brano di quasi quindici minuti e tutto quello che vuoi riguardo questo brano!
Grazie per il complimento! Beh innanzitutto è un brano dalla genesi molto lontana nel tempo, poiché la sua prima incarnazione risale al lontano 2008; compariva infatti nel secondo demo del progetto, che era intitolato proprio “Winter of Souls”. Tale demo, così come il primo di due anni prima, non è (fortunatamente) mai stato pubblicato: erano entrambi alla stregua di registrazioni fatte in casa davvero alla buona e con mezzi e tecniche molto scarsi. Negli anni ho sempre valutato un certo potenziale di questo pezzo, aveva un’aura più oscura e malinconica, e anche delle parti più thrash nelle strofe, che gli conferivano un carattere un po’ più incazzoso rispetto alla mia classica produzione… un tipo di contrasto che poi mi è piaciuto mettere in evidenza anche in molti altri miei brani. Quindi, con una adeguata e completa riscrittura e un riarrangiamento da zero, ha preso posto in questo nuovo album con una veste definitiva. Diciamo che il tema stesso del disco, così come la copertina, riprendono proprio il testo e le atmosfere di questo brano: si parla di guerra, di distacco violento dalla realtà, di una improvvisa consapevolezza del soldato protagonista, che si rende conto di essere solo una pedina nelle mani di un potere più grande e disinteressato al suo destino; il pensiero va quindi a casa, agli affetti che ha lasciato da tanto tempo solo per un falso ideale, per una falsa promessa, per combattere una disastrosa guerra che non sente più sua. E anche nel momento in cui ritorna a casa, si rende conto che l’inverno della sua anima, quella desolazione che lo ha consumato, farà per sempre parte della sua esistenza; di quella guerra resteranno sempre in lui gli echi di un silenzio invernale assordante. Questo, a grandi linee, è il tema che accompagna il brano e che si ripresenta varie volte nel disco (pur non essendo un concept). Musicalmente “Winter of Souls” è una suite molto malinconica nel suo intero sviluppo, e piuttosto varia, in cui ho voluto dare spazio a diversi mood e a diverse sfumature sonore, proprio per accompagnare le varie fasi del soldato: dalla guerra ancora in corso, alla consapevolezza, fino all’agognato ritorno verso casa.

6) Come nasce solitamente un tuo brano? Insomma, parliamo del processo di composizione della tua musica, e se vuoi anche delle fasi di registrazione e produzione.
E’ un percorso che mi prende parecchio tempo, a volte anche mesi nei casi di brani più strutturati e complessi. Di solito parte tutto comunque da un’idea che mi gira in testa, magari un riff o un’atmosfera, una melodia, e da lì riesco già fortunatamente ad immaginare la struttura del brano e, a grandi linee, anche il suo ipotetico arrangiamento. Se l’idea continua poi a farsi viva nella mia mente, la sviluppo meglio poi con chitarra o tastiera e in genere la metto in forma scritta, nota per nota utilizzando software adeguati, provando e scartando varie soluzioni finché, non trovo quelle che davvero tengono insieme tutto il brano in modo funzionale. Oltre a programmare mano a mano la drum-machine, curandone ogni aspetto (dai pattern fino alla quantizzazione e dinamica di ciascun colpo e fill), una volta programmavo anche molte parti di tastiera; ora invece, da un po’ di anni, preferisco crearle e suonarle direttamente con la mia tastiera MIDI, per poi associare e lavorare sui giusti suoni attingendo da librerie e vari VST. I testi arrivano invece sempre dopo, a musica conclusa. Quando tutta questa parte è definita, registro gli strumenti e solo alla fine le voci. La fase finale è il mixaggio, che richiede parecchia pazienza per far convivere i volumi e le frequenze, soprattutto per una persona come me che ha imparato in modo amatoriale, a forza di tentativi e come autodidatta.

7) Come pensi che se la passi il power metal nel 2025?
A livello globale, stando a quello che sento dire in giro, credo sia un anno abbastanza florido. Ho sentito definire il 2025 come “l’anno del power”, qualcosa vorrà pur dire, ahah! Diciamo che certi sold-out che hanno coinvolto band come gli Stratovarius, o l’eccellente recente concerto degli Helloween a Milano sembrano urlare al mondo che in Italia, il power metal sia ancora vivo e vegeto (quasi) come negli anni d’oro. Da parte mia, se devo analizzare i nuovi ascolti di power metal quest’anno, non ho trovato grandi cose per cui strapparsi i capelli recentemente. Qualche buon disco, qualche rara eccellenza, e qualcosa di appena passabile: ma sono solo miei giudizi da (attento) ascoltatore, che tuttavia devono tenere conto anche del fatto che il power (contrariamente a quanto si potrebbe pensare) non rientra più così tanto nei miei gusti personali di tutti i giorni. Continuo ad ascoltarlo e a tenermi un po’ aggiornato, certamente, e i grandi dischi epocali sono e restano intoccabili. Tuttavia, diciamo che negli ultimi anni mi emoziona di più crearlo che non ascoltarlo, questo genere specifico. I miei ascolti prevalenti negli ultimi anni tendono più verso il black metal e le sue varie sfumature o comunque verso sonorità più “dark”.

8) Ok, chiudi facendoci un po' un programma dei passi futuri, sia per Tezza F che per i tuoi altri progetto musicali. Un saluto! 
Sono sempre in attività e al lavoro su vari progetti/album. Attualmente mi sto concentrando su alcune cose del mio progetto black metal Silence Oath (tra cui il nuovo album), inoltre sto già facendo qualcosa per il prossimo disco power (probabilmente ci sarà qualche cambiamento importante) e ci sono anche un paio di progetti nuovi a cui sto lavorando con calma, in collaborazione con altri musicisti. Forse è anche un po’ troppa roba a cui dover stare dietro, ma, come dire… nessuno mi corre dietro, ed il bello di fare questa attività per pura passione e come amatore è anche quella di poter seguire il flusso dell’ispirazione senza pressioni né scadenze. Un saluto a tutti voi e alla prossima!


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