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lunedì 19 gennaio 2026

Recensione: NOIRNOISE "Plant Resilience"


Full-length, Club Inferno Entertainment
(2026)

I Noirnoise sono una band alternative con influenze che spaziano dal Post-Punk al Grunge e alla Dark Wave. Questo loro primo full-length segue un ep intitolato "Noirnoise", che è incluso in questo album e pubblicato un paio di anni fa e mostra una band completamente devota a un concetto musicale che andava in voga negli anni Novanta soprattutto, ed in Italia per la precisione, anche se nella loro musica ci sono anche echi di band come Melvins e Sonic Youth.

Recensione: DISEASE ILLUSION "Plastic Ocean"


Full-length, Independent
(2024)

Disco a dir poco molto interessante, questo dei bolognesi melodic death metallers Disease Illusion! Anche se con un bel po' di ritardo lo recensiamo, ma perdonateci, noi come zine siamo nati nel 2025 e stiamo cercando di recuperare anche un po' di dischetti validi usciti negli ultimi due anni circa. E come non portare il terzo lavoro di questa band, che unisce tradizione e innovazione, sempre all'insegna del death metal più melodico. A dire il vero in alcuni pezzi ci abbiamo trovato anche qualcosa di new metal e groove metal, o anche un retaggio industrial che band come i Fear Factory hanno sdoganato un bel po' di anni fa.

giovedì 8 gennaio 2026

Recensione: DVM SPIRO "MMXXVI - Grave"


Full-length, My Kingdom Music
(2026)

Onestamente non è perchè recensiamo solo rock e metal italiani, ma ogni volta che ci viene proposto un album uscito nella nostra Penisola, è raro che si tratti di qualcosa di scadente. Nel caso dei torinesi Dvm Spiro però siamo rimasti a bocca aperta. Il suono dell'abisso passa anche da questo loro nuovo album, che rappresenta il doom nella sua forma più pura, anche se tante volte ci sono influssi funeral, soprattutto per quel che concerne il cantato maschile di Roberto Ripollino (già visto negli altrettanto validi Nihili Locus). Fa da contraltare la voce suadente e melodica femminile di Valeria De Benedectis, davvero azzeccata e che dà quel quid in più a pezzi che già si presentano evocativi e pieni di emozioni, spesso torbide.

domenica 4 gennaio 2026

Recensione: CYRAX "Aeneis: Libri I-IV"


Full-length, Broken Bones Promotion & Productions
(2025)

Da sempre alla ricerca di un sound personale, che passa attraverso la commistione tra generi e un uso del prog metal e del rock del tutto peculiare, i milanesi Cyrax tornano sul mercato con il primo di una serie di ep che farà parte di un'unica release che comprenderà poi altri due ep in uscita entro il 2026 e che costituiranno un full-length avente come concept lirico l'Eneide. “Aeneis: Libri I-IV” narra le vicende contenute tra il libro I e IV dell’Eneide, appunto. Già con l'ultimo full-length uscito qualche anno fa intitolato “Novo Deus“, cantato in 17 lingue, la band ribaltava i canoni della musica prog rock, inaugurando un concetto di arte libera e complessa, dove generi come raggae, drum’n bass, metalcore, punk e altro ancora si univano.

martedì 23 dicembre 2025

Recensione: DAWN OF A DARK AGE "Ver Sacrum"

Full-length, My Kingdom Music
(2025)

"Ver Sacrum" dei Dawn Of A Dark Age vede l'ingresso di un nuovo cantante, Ignazio Cuga, alias Brusiòre, della band folk black metal sarda KRE'U. Questo album, fondamentalmente, porta avanti la tradizione di questo progetto, forgiata in svariati album. "Ver Sacrum" sembra davvero spiccare il volo grazie a composizioni atmosferiche, evocative ed epiche, nelle quali non mancano cori di battaglia ed elementi che esulano dai soliti canoni del metal estremo. Si mescolano certamente musica estrema ma anche folk e jazz, e abbiamo un bellissimo artwork di copertina realizzato dal fotografo norvegese Kjetil Karlsen.

venerdì 19 dicembre 2025

Recensione: NODE "Canto VII"


Full-length, Nadir Music
(2024)

Un disco come "Canto VII", legato all'Inferno di Dante e settimo sigillo targato Node non potrebbe che far presagire qualcosa di violento e malsano. Ma i Node questa volta si sono superati, andando a confezionare un disco che non ha letteralmente nessun punto debole, ma solo punti forti. Prodotto in maniera spettacolare e con una prestazione della band che è forse la più intensa di tutta la loro carriera, "Canto VII" è un disco che si muove grossomodo su quei binari thrash/melodic death metal tracciati da band come i Silwork, i Dark Tranquillity, i primi Arch Enemy e i Carcass, ma con un tocco di futurismo e modernità.

lunedì 15 dicembre 2025

Recensione: RED MASQUERADE "Lost Days"

Single, Independent
(2025)

Tornano i bolognesi Red Masquerade, assenti dal mercato da molti anni. In questo nuovo singolo non solo la band torna a farsi vedere (e la cosa non può che farci piacere), ma lo fa con una veste del tutto nuova, che offre un punto di distacco col passato che ci aveva fatto conoscere una band che poteva tranquillamente essere inserita nel calderone del symphonic metal con cantato al femminile. Nel caso di questo nuovo singolo intitolato "Lost days" abbiamo una visione della musica della band totalmente differente, molto dura e "urbana". 

martedì 2 dicembre 2025

OMNIA MALIS EST "OME" (Recensione)


Full-length, Independent
(2025)

Dopo gli ottimi riscontri ricevuti da "Víteliú" e "Lucania", torna la one man band Omnia Malis Est, in cui milita il solo Uruk-Hai. Questa volta abbiamo un album ostico che si poggia su una sola traccia di circa un'ora di durata, ma nella quale gli umori e le idee non mancano di certo. Il disco quindi, come è facile immaginare, non si presta ad ascolti distratti, non vi è la possibilità di skippare tracce e cose del genere, e questa è una scelta audace da parte di questo musicista lucano, dato che nei giorni odierni si prediligono ascolti superficiali, soprattutto da parte dei più giovani. Il disco è forse più ambient che black metal, se sommiamo le parti meditative e quelle più "metal", ma in ogni caso il black metal non è assente, seppure in una forma molto melodica ma priva di cantato.

martedì 11 novembre 2025

Recensione: AROTTENBIT "You Don’t Know What A Rework Is"


Full-length, Time To Kill Records
(2025)

Arottenbit è uno di quegli artisti (one man band per la precisione) che non ha paura di osare, ma per introdurvi a questa nostra disamina del suo nuovo disco riportiamo una sua dichiarazione molto interessante circa la lavorazione di questo album: "Dopo "You Don’t Know What Chiptune Is" avevo bisogno di spingermi ancora più in là. Così è nato "You Don’t Know What A Rework Is", un disco completamente collettivo, in cui venti band italiane hanno riscritto i dieci brani del mio album nel loro stile. Dal drone al death metal, dal punk al flamenco: ogni pezzo è diventato qualcos’altro, un territorio sconosciuto dove la mia musica si è trasformata e moltiplicata. La maggior parte delle registrazioni l’ho fatta io stesso con il mio studio mobile, girando per tutta Italia per incontrare le band nelle loro sale prove. Ho voluto catturare il loro suono lì dove nascono le idee, senza filtri. Tutti i mix e i master li ho poi curati personalmente nel mio studio, l’Otto Engineering Labs".

Recensione: NIHILI LOCUS "Semper"



Full-length, My Kingdom Music
(2025)

Una leggenda dell'underground estremo italiano è tornata, e stiamo parlando dei torinesi Nihili Locus. La formazione piemontese, autrice di un black/doom metal molto intrigante non ha avuto una carriera "facile". Alcuni stop e ripartenze, uniti a qualche cambio di line-up, hanno sempre fatto parte della storia dei Nostri. Nella nuova line-up abbiamo due musicisti nuovi, o comunque che non sono stati nella band sin dagli inizi; parliamo del chitarrista Alessandro Battezzati e del tastierista Fosco Lorenzo Ripollino, nella band dal 2018. Il loro apporto si fa significativo in questo primo full-length della band. In particolare le tastiere di Battezzati sono importanti nell'economia del sound dei Nihili Locus odierni e ciò che ne viene fuori è un disco malato e soffocante, che ha il fascino ruvido del black metal e la malinconia del doom e del dark metal.

mercoledì 5 novembre 2025

MADVICE "Under The Burning Sky" (Recensione)


Full-length, Nova Era Records
(2022)

In occasione della pubblicazione del loro nuovo singolo che anticipa il terzo album, non potevamo esimerci dal recensire il secondo album di questa band toscana, che abbiamo avuto anche il piacere di intervistare poco tempo fa QUI. Il motivo per il quale torniamo indietro di tre anni circa, e cioè al 2022 e a questo "Under The Burning Sky", è molto semplice: questo disco scrosta i muri! Una band furiosa ma con degli influssi groove che si alternano a meraviglia sono il biglietto da visita per presentare questo album. Ma andiamo con ordine. I Madvice si formano nel 2016 e nel 2018 pubblicano il loro primo album per Time To Kill Records, ovvero "Everything Comes to an End". Dopo un po' di gavetta e diversi live show la band nel 2022 pubblica questo macigno che stiamo recensendo. In questo finire di 2025 presentano la nuova traccia “The Ecstasy of Dying”, che anticipa un nuovo album, e noi non vediamo l'ora di ascoltare questo nuovo capitolo dei Madvice...

lunedì 3 novembre 2025

Recensione: VII VITIUM "VII Vitium"


Full-length, My Kingdom Music
(2025)

Band al suo debutto per la label My Kingdom Muisc, sempre attenta sia alle realtà più oscure che alla sperimentazione, Non fanno eccezione questi VII Vitium, sorretti da Daniele Laurenti, Giampi Tomezzoli e Daniele Pedrollo, tre musicisti che in un certo senso cercano di mandare avanti ciò che il dark/occult rock ci ha offerto a partire dagli anni Settanta ad oggi. Non parliamo certamente di modernità, nel caso dei VII Vitium ma la produzione è davvero potente e al passo coi tempi e offre quindi una prospettiva quasi inedita per queste sonorità così vintage. Si mescolano influenze che vanno da Paul Chain ai Death SS, ai Litfiba, a L'Impero Delle Ombre, e il tutto coesiste tranquillamente in questo album.

venerdì 31 ottobre 2025

Recensione: TEZZA F. "Echoes From The Winter Silence"


Full-length, Elevate Records
(2025)

Filippo Tezza non è certo un volto nuovo per il metal underground italiano. Attivo da circa quindici anni o anche più e in diverse formazioni: cantante nei Chronosfear (symphonic power metal), tuttofare nei Silence Oath (black metal), altre comparse come negli interessanti Empathica (power, symphonic metal) e ovviamente mente di questo progetto che rasenta l'omonimia, Tezza F. Qui Filippo, come nei Silence Oath, si occupa di fare tutto dalla A alla Z, e imbastisce un power metal che non può non riportare a quello che ad oggi è stato il suo progetto più famoso, ovvero i Chronsofrear, ma che comunque se ne differenzia in qualche modo.

mercoledì 15 ottobre 2025

Recensione: NEFESH CORE "Getaway"


Full-length, Rckshots Records
(2020)

Dalle menti del cantante e tastierista David Brown e del bassista Stefano “The Ghigas” Calvagno, entrambi militanti nel gruppo metal Metatrone, nascono in Sicilia questi Nefesh Core, che lo diciamo subito, non sono una estensione del genere proposto dai Metatrone. Accompagnati da altri due musicisti impeccabili quali Francesco “Frankie” Mingiardi (chitarre), e Andrea "Vlady" Marchese (batteria), questi non più ragazzini ci fanno divertire a suon di hard rock venato di elettronica e dark anni Ottanta. D'altronde il più recente parto della band è stato il singolo e videoclip del classico dei The Cure, ovvero "Lullaby", e quindi era facile immaginare le coordinate stilistiche di questo album, che espande ancora di più quell'approccio e abbraccia un po' tutte le varie correnti di circa quattro decenni fa. 

lunedì 15 settembre 2025

Recensione: GRAVEN "March Of The Broken"


Full-length, Autoprodotto
(2025)

Primo full-length per questa one man band italiana, che proviene più precisamente dalla marittima e allegra Rimini, ma che evidentemente non ha avuto un influsso troppo positivo su Graven, che esprime un black metal dalle tinte atmosferiche e malinconiche che potrebbe chiamare in causa realtà come Summoning o Burzum. La batteria è programmata ma ben pensata, mentre tutto il resto convince per un ottimo lavoro delle chitarre, sempre intente a tessere trame fitte e cariche di melodia. 

Il progetto anche quando sale di velocità diventa comunque convincente, e un pezzo come "March Of The Broken" appare esplicativo in questo senso. Inoltre, sempre parlando di questo brano, il nostro Luca Pasini, vero nome del tuttofare di questa band, erge un muro di suono epico e dalle tinte viking lungo quasi dieci minuti, dove tutto combacia ala perfezione. Forse l'unico appunto va fatto alla batteria programmata, che quando si lancia in cavalcate di doppia cassa risulta un po' troppo asettica. La voce di Luca è una specie di growl effettato, che è messo in secondo piano rispetto agli altri strumenti, e la cosa funziona bene.

venerdì 25 luglio 2025

Recensione: TENEBRAE IN PERPETUUM "Vacuum Coeli"


Full-length, Avantgarde Music
(2025)

I Tenebrae In Perpetuum sono una realtà storica del black metal italiano, con cinque full-length all'attivo, di cui l'ultimo è proprio questo "Vacuum Coeli", che esce a sei anni di distanza dal precedente "Anorexia Obscura". Ebbene, se siete amanti del black metal più sinistro, più old school e malato, non potete farvi sfuggire questo album. La band di Trento dà vita ad uno spettacolo macabro, sinistro e folle, con le urla lancinanti di Atratus che danno il colpo di grazia all'ascoltatore. Le prime canzoni della tracklist sono un pugno nello stomaco: antico black metal che taglia le carni e butta sale sopra le ferite. 

martedì 22 luglio 2025

Intervista: MADVICE


Ecco a voi i Madvice, semplicemente una delle formazioni melodic death metal più valide che l'Italia abbia partorito negli ultimi anni. Il loro ultimo album, "Under The Burning Sky" travolge per irruenza e freschezza, e oggi è qui con noi Maddalena Bellini, chitarrista della formazione. 

1) Ciao e benvenuta sulla nostra zine! Cosa state preparando come band di nuovo in questo periodo?
Ciao a te, e grazie. La tua domanda capita a fagiolo perché stiamo ultimando il disco nuovo proprio in questi giorni; siamo in fase di mastering che, come per i nostri dischi precedenti, è stato affidato a Davide Barbarulo del 20Hz20kHz Mastering Lab di Napoli. L’album si chiamerà “L’8º Giorno” e ne è stato già estratto in anteprima un singolo con relativo video, “The Ecstasy of Dying”, pubblicato un paio di mesi fa.

2) Parliamo un po' dello stile musicale dei Madvice, come lo descriveresti a qualcuno che ancora non vi conosce?
Questa è sempre una domanda insidiosa, perché da un lato si cercano dei modelli, per potersi presentare agli altri, ma quegli stessi modelli rischiano di rivelarsi fuorvianti. Di sicuro ci inseriamo nella grande famiglia del metal estremo, ma abbiamo tante sfumature e, soprattutto, tante influenze personali che inevitabilmente vanno a finire nel pentolone. Nei nostri pezzi ci troverai tanto Thrash Metal, ma anche sonorità Black, Hard Core, Rock a tratti. Il 50% della band è napoletana, e questo credo si senta molto, soprattutto in questo terzo disco; non a caso ci stiamo proponendo come True Mediterronian Extreme Metal, con il gioco di parole volutamente ironico! Insomma, l’intenzione è quella di arrivare sempre di più ad uno stile personale che faccia riconoscere i Madvice ai primi minuti di ascolto.

lunedì 30 giugno 2025

Recensione: METAL STARZ "Metal Starz"


Full-length, Buil2Kill Records
(2025)

E' uscito l'album del progetto “Metal Starz”, il primo album da solista di Luca Ballabio, chitarrista eclettico e docente di chitarra rock/fusion al CPM di Milano, in uscita il 27 Giugno per Buil2Kill Records. Un progetto ambizioso, che fonde tecnica, passione e una visione musicale ben definita. L’album vanta la partecipazione di alcuni tra i più noti protagonisti della scena hard’n’heavy italiana, tra cui: GL Perotti (Extrema), Fabri Kiarelli (The Rockets), Grace Darkling (Nocturna), Alessio Spini (Screamin’ Demons), Trevor (Sadist), Edo Sala e Steve Ferrovecchio (Folkstone), Tiziana Cotella (Hocculta), Ross Lukather (Death SS), Angelo Perini (The Trip), Gianluca Cucella, Paolo Vantaggiato… e molti altri. 

mercoledì 18 giugno 2025

Recensione: CARONTE "Spiritvs"


Full-length, Ván Records
(2025)

Quinto album in carriera per questa band guidata dal cantante Dorian Bones (vedi anche Whiskey Ritual), che centra un risultato importante in termini di qualità, supportata ormai anche da una continuità discografica importante. L'alone maledetto che da sempre accompagna la band è presente, ma sono più riscontrabili influenze da parte di artisti come Danzig o gli Electric Wizard, e soprattutto nelle parti cantate lo spettro del buon Glen è facile da riconoscere.

sabato 7 giugno 2025

Recensione: FEARYTALES "Vento Divino"


Full-length, Underground Symphony Records
(2025)

I torinesi FearyTales arrivano al terzo album in carriera, e lo fanno portando avanti il loro metal particolare, che attinge sia dai classici del genere, come avviene ad esempio in "La ginestra", e sia da generi più estremi come il melodic death metal o il black. Lo stesso brano appena citato nella seconda parte fa intravedere sprazzi veloci anche supportati da un drumming in blast beat che poi saranno presenti in maniera più massiccia col proseguire dell'album. La voce di Marco Chiariglione riesce ad essere melodica e aggressiva, a seconda di come si evolvono i brani. Interessanti anche alcuni inserimenti "barocchi" con tastiere che ricordano il miglior gothic/symphonic metal.