venerdì 31 ottobre 2025

Recensione: TEZZA F. "Echoes From The Winter Silence"


Full-length, Elevate Records
(2025)

Filippo Tezza non è certo un volto nuovo per il metal underground italiano. Attivo da circa quindici anni o anche più e in diverse formazioni: cantante nei Chronosfear (symphonic power metal), tuttofare nei Silence Oath (black metal), altre comparse come negli interessanti Empathica (power, symphonic metal) e ovviamente mente di questo progetto che rasenta l'omonimia, Tezza F. Qui Filippo, come nei Silence Oath, si occupa di fare tutto dalla A alla Z, e imbastisce un power metal che non può non riportare a quello che ad oggi è stato il suo progetto più famoso, ovvero i Chronsofrear, ma che comunque se ne differenzia in qualche modo.

Nei Tezza F. abbiamo a che fare con un power metal molto più diretto che nei Chronosfear, e anche se i primi vagiti di questo progetto propendevano maggiormente verso qualche sonorità progressive power metal, col tempo tutto questo è stato messo da parte e questo "Echoes From The Winter Silence" si presenta non solo come l'album più veloce e diretto dei Tezza F., ma forse di tutta la carriera di Filippo. Una cosa voluta o pura casualità? Noi pensiamo entrambe le cose, ma pensiamo anche che la mossa di Filippo sia stata sincera ma comunque ben pensata.

Le composizioni di questo album hanno un piglio immediato e questo lo si capisce sin dalle prime battute dell'album, che vede in pezzi come "For a New Hope", "One Last Sacrifice" e "The Shining Path" i più immediati di un lavoro che inizia sparato e molto in your face, ma che non manca comunque di stupire, soprattutto andando oltre la metà dell'album. E' qui che Filippo piazza un solo brano che ricorda le prime canzoni come "Sacred Fire", per poi deliziarci con un'ottima strumentale che fa vedere tutte le qualità compositive di Flippo ("Tides Of War") e poi chiudere il disco con la riuscitissima "Winter of Souls". In questo pezzo la qualità si alza in maniera decisa e siamo di fronte ad una composizione da maestro del power-progressive metal. Qui dentro possiamo sentire mostri sacri come Blind Guardian, Stratovarius, Dragonforce, Hammerfall, e il brano dopo un inizio velocissimo si lascia andare in vari momenti acustici che fanno da contraltare ad altre sferzate di potenza sul finale. In questo pezzo, tra l'altro, abbiamo forse la migliore prova vocale di Filippo Tezza, che sa come gestirsi tra parti più potenti ed altre dove la sua voce diventa più soave e malinconica. Inoltre abbiamo anche un lavoro di chitarra più vario che in precedenza e questo fa ben presagire per il futuro di questo progetto. 

Paradossalmente la prima parte dell'album è forse quella meno interessante a livello compositivo, anche se la qualità non viene mai meno. Probabilmente il buon Tezza ha preferito mettere le tracce più "semplici" in apertura e riservare il suo stile più complesso verso il finale di disco. In ogni caso la differenza tra l'ultima traccia e le precedenti è importante e non sappiamo onestamente quale versione di Tezza F. preferire. In ogni caso, il disco ha una prima parte più che discreta, ma finisce in maniera ottima, quindi il disco è più che consigliato, a tutti gli amanti del metal melodico, tanto per generalizzare e non confinare questo album solo nei recinti del power metal.

Toxic Trace

Tracklist:

1. For a New Hope
2. The Shining Path
3. Darkness
4. One Last Sacrifice
5. Tides of War
6. This Journey Begins
7. Sacred Fire
8. Winter of Souls

Line-up:
Filippo "Fil" Tezza - Vocals, All instruments, Drum programming

Links:
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