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venerdì 21 novembre 2025

Intervista: NIHILI LOCUS


Oggi abbiamo l'immenso onore di ospitare sulle nostre giovani pagine virtuali una realtà storica del panorama estremo italiano, torinese per la precisione. I Nihili Locus nei primi anni Novanta già pubblicavano i loro primi lavori, magari non parliamo di full-length, ma di demo ed ep che in un certo senso hanno fatto la storia del nostro underground! Lasciamo la parola a Roberto Ripollino, batterista storico della band.
PS: potete trovare la nostra recensione del loro ultimo album, "Semper", a questo link.

1. Ciao e benvenuto sulla nostra zine! Cosa state preparando come band in questo periodo e come ci si sente ad essere tornati dopo tanti anni con un vero e proprio full-length?
Ciao e grazie per l’invito a far parte di questa zine. Abbiamo fatto 2 live quest’anno e per il prossimo ci piacerebbe farne qualcuno in più anche per portare un po’ in giro “Semper”. Sta avendo delle ottime recensioni e per cui penso sia cosa buona e giusta farlo girare il più possibile, anche perché ci divertiamo… per il resto è un piacere ed un orgoglio aver pubblicato questo disco, insieme a tutte le ristampe dei vecchi lavori su vinile. Un plauso alla My Kingdom Music.

martedì 11 novembre 2025

Recensione: NIHILI LOCUS "Semper"



Full-length, My Kingdom Music
(2025)

Una leggenda dell'underground estremo italiano è tornata, e stiamo parlando dei torinesi Nihili Locus. La formazione piemontese, autrice di un black/doom metal molto intrigante non ha avuto una carriera "facile". Alcuni stop e ripartenze, uniti a qualche cambio di line-up, hanno sempre fatto parte della storia dei Nostri. Nella nuova line-up abbiamo due musicisti nuovi, o comunque che non sono stati nella band sin dagli inizi; parliamo del chitarrista Alessandro Battezzati e del tastierista Fosco Lorenzo Ripollino, nella band dal 2018. Il loro apporto si fa significativo in questo primo full-length della band. In particolare le tastiere di Battezzati sono importanti nell'economia del sound dei Nihili Locus odierni e ciò che ne viene fuori è un disco malato e soffocante, che ha il fascino ruvido del black metal e la malinconia del doom e del dark metal.