martedì 11 novembre 2025

Recensione: NIHILI LOCUS "Semper"



Full-length, My Kingdom Music
(2025)

Una leggenda dell'underground estremo italiano è tornata, e stiamo parlando dei torinesi Nihili Locus. La formazione piemontese, autrice di un black/doom metal molto intrigante non ha avuto una carriera "facile". Alcuni stop e ripartenze, uniti a qualche cambio di line-up, hanno sempre fatto parte della storia dei Nostri. Nella nuova line-up abbiamo due musicisti nuovi, o comunque che non sono stati nella band sin dagli inizi; parliamo del chitarrista Alessandro Battezzati e del tastierista Fosco Lorenzo Ripollino, nella band dal 2018. Il loro apporto si fa significativo in questo primo full-length della band. In particolare le tastiere di Battezzati sono importanti nell'economia del sound dei Nihili Locus odierni e ciò che ne viene fuori è un disco malato e soffocante, che ha il fascino ruvido del black metal e la malinconia del doom e del dark metal.

mercoledì 5 novembre 2025

MADVICE "Under The Burning Sky" (Recensione)


Full-length, Nova Era Records
(2022)

In occasione della pubblicazione del loro nuovo singolo che anticipa il terzo album, non potevamo esimerci dal recensire il secondo album di questa band toscana, che abbiamo avuto anche il piacere di intervistare poco tempo fa QUI. Il motivo per il quale torniamo indietro di tre anni circa, e cioè al 2022 e a questo "Under The Burning Sky", è molto semplice: questo disco scrosta i muri! Una band furiosa ma con degli influssi groove che si alternano a meraviglia sono il biglietto da visita per presentare questo album. Ma andiamo con ordine. I Madvice si formano nel 2016 e nel 2018 pubblicano il loro primo album per Time To Kill Records, ovvero "Everything Comes to an End". Dopo un po' di gavetta e diversi live show la band nel 2022 pubblica questo macigno che stiamo recensendo. In questo finire di 2025 presentano la nuova traccia “The Ecstasy of Dying”, che anticipa un nuovo album, e noi non vediamo l'ora di ascoltare questo nuovo capitolo dei Madvice...

lunedì 3 novembre 2025

Recensione: VII VITIUM "VII Vitium"


Full-length, My Kingdom Music
(2025)

Band al suo debutto per la label My Kingdom Muisc, sempre attenta sia alle realtà più oscure che alla sperimentazione, Non fanno eccezione questi VII Vitium, sorretti da Daniele Laurenti, Giampi Tomezzoli e Daniele Pedrollo, tre musicisti che in un certo senso cercano di mandare avanti ciò che il dark/occult rock ci ha offerto a partire dagli anni Settanta ad oggi. Non parliamo certamente di modernità, nel caso dei VII Vitium ma la produzione è davvero potente e al passo coi tempi e offre quindi una prospettiva quasi inedita per queste sonorità così vintage. Si mescolano influenze che vanno da Paul Chain ai Death SS, ai Litfiba, a L'Impero Delle Ombre, e il tutto coesiste tranquillamente in questo album.

venerdì 31 ottobre 2025

Recensione: TEZZA F. "Echoes From The Winter Silence"


Full-length, Elevate Records
(2025)

Filippo Tezza non è certo un volto nuovo per il metal underground italiano. Attivo da circa quindici anni o anche più e in diverse formazioni: cantante nei Chronosfear (symphonic power metal), tuttofare nei Silence Oath (black metal), altre comparse come negli interessanti Empathica (power, symphonic metal) e ovviamente mente di questo progetto che rasenta l'omonimia, Tezza F. Qui Filippo, come nei Silence Oath, si occupa di fare tutto dalla A alla Z, e imbastisce un power metal che non può non riportare a quello che ad oggi è stato il suo progetto più famoso, ovvero i Chronsofrear, ma che comunque se ne differenzia in qualche modo.

lunedì 27 ottobre 2025

Intervista: NEURASTY


I Neurasty debuttano con un grande album intitolato "Identity Collpase". Questa formazione mescola, groove, melodic death, thrash e progressive dando vita ad un sound molto personale, in cui spiccano chitarre potentissime e la voce femminile di Viviana Schirone. A voi il resoconto della nostra chiacchierata con loro. Buona lettura!
PS: hanno risposto alle nostre domande Gabriele Velllucci (chitarrista), e Viviana Schirone cantante.

1) Ciao e benvenuto sulla nostra zine! Cosa state preparando come band di nuovo in questo periodo?
Ciao a tutti, lettori, in questo periodo siamo in procinto di alcune date molto importanti per noi quindi stiamo preparando i prossimi live in Giappone e di ritorno una data a casa-base Roma di spalla ai mitici Deathless Legacy. Oltre questo, non di minore importanza, stiamo ultimando la scrittura del nostro prossimo album.

2) Parliamo un po' dello stile musicale dei Neurasty.
Il nostro stile è senz’altro moderno ma definirlo con una sola accezione ci sembra riduttivo in quanto proveniamo da mondi del metal diversi che abbiamo cercato di fondere il meglio possibile. Il risultato è quello che ascoltate nel disco e che unisce le nostre personalità: death, prog e sferzate di groove.

mercoledì 15 ottobre 2025

Recensione: NEFESH CORE "Getaway"


Full-length, Rckshots Records
(2020)

Dalle menti del cantante e tastierista David Brown e del bassista Stefano “The Ghigas” Calvagno, entrambi militanti nel gruppo metal Metatrone, nascono in Sicilia questi Nefesh Core, che lo diciamo subito, non sono una estensione del genere proposto dai Metatrone. Accompagnati da altri due musicisti impeccabili quali Francesco “Frankie” Mingiardi (chitarre), e Andrea "Vlady" Marchese (batteria), questi non più ragazzini ci fanno divertire a suon di hard rock venato di elettronica e dark anni Ottanta. D'altronde il più recente parto della band è stato il singolo e videoclip del classico dei The Cure, ovvero "Lullaby", e quindi era facile immaginare le coordinate stilistiche di questo album, che espande ancora di più quell'approccio e abbraccia un po' tutte le varie correnti di circa quattro decenni fa. 

lunedì 15 settembre 2025

Recensione: GRAVEN "March Of The Broken"


Full-length, Autoprodotto
(2025)

Primo full-length per questa one man band italiana, che proviene più precisamente dalla marittima e allegra Rimini, ma che evidentemente non ha avuto un influsso troppo positivo su Graven, che esprime un black metal dalle tinte atmosferiche e malinconiche che potrebbe chiamare in causa realtà come Summoning o Burzum. La batteria è programmata ma ben pensata, mentre tutto il resto convince per un ottimo lavoro delle chitarre, sempre intente a tessere trame fitte e cariche di melodia. 

Il progetto anche quando sale di velocità diventa comunque convincente, e un pezzo come "March Of The Broken" appare esplicativo in questo senso. Inoltre, sempre parlando di questo brano, il nostro Luca Pasini, vero nome del tuttofare di questa band, erge un muro di suono epico e dalle tinte viking lungo quasi dieci minuti, dove tutto combacia ala perfezione. Forse l'unico appunto va fatto alla batteria programmata, che quando si lancia in cavalcate di doppia cassa risulta un po' troppo asettica. La voce di Luca è una specie di growl effettato, che è messo in secondo piano rispetto agli altri strumenti, e la cosa funziona bene.