martedì 23 dicembre 2025

Recensione: DAWN OF A DARK AGE "Ver Sacrum"

Full-length, My Kingdom Music
(2025)

"Ver Sacrum" dei Dawn Of A Dark Age vede l'ingresso di un nuovo cantante, Ignazio Cuga, alias Brusiòre, della band folk black metal sarda KRE'U. Questo album, fondamentalmente, porta avanti la tradizione di questo progetto, forgiata in svariati album. "Ver Sacrum" sembra davvero spiccare il volo grazie a composizioni atmosferiche, evocative ed epiche, nelle quali non mancano cori di battaglia ed elementi che esulano dai soliti canoni del metal estremo. Si mescolano certamente musica estrema ma anche folk e jazz, e abbiamo un bellissimo artwork di copertina realizzato dal fotografo norvegese Kjetil Karlsen.

venerdì 19 dicembre 2025

Recensione: NODE "Canto VII"


Full-length, Nadir Music
(2024)

Un disco come "Canto VII", legato all'Inferno di Dante e settimo sigillo targato Node non potrebbe che far presagire qualcosa di violento e malsano. Ma i Node questa volta si sono superati, andando a confezionare un disco che non ha letteralmente nessun punto debole, ma solo punti forti. Prodotto in maniera spettacolare e con una prestazione della band che è forse la più intensa di tutta la loro carriera, "Canto VII" è un disco che si muove grossomodo su quei binari thrash/melodic death metal tracciati da band come i Silwork, i Dark Tranquillity, i primi Arch Enemy e i Carcass, ma con un tocco di futurismo e modernità.

lunedì 15 dicembre 2025

Recensione: RED MASQUERADE "Lost Days"

Single, Independent
(2025)

Tornano i bolognesi Red Masquerade, assenti dal mercato da molti anni. In questo nuovo singolo non solo la band torna a farsi vedere (e la cosa non può che farci piacere), ma lo fa con una veste del tutto nuova, che offre un punto di distacco col passato che ci aveva fatto conoscere una band che poteva tranquillamente essere inserita nel calderone del symphonic metal con cantato al femminile. Nel caso di questo nuovo singolo intitolato "Lost days" abbiamo una visione della musica della band totalmente differente, molto dura e "urbana". 

martedì 2 dicembre 2025

OMNIA MALIS EST "OME" (Recensione)


Full-length, Independent
(2025)

Dopo gli ottimi riscontri ricevuti da "Víteliú" e "Lucania", torna la one man band Omnia Malis Est, in cui milita il solo Uruk-Hai. Questa volta abbiamo un album ostico che si poggia su una sola traccia di circa un'ora di durata, ma nella quale gli umori e le idee non mancano di certo. Il disco quindi, come è facile immaginare, non si presta ad ascolti distratti, non vi è la possibilità di skippare tracce e cose del genere, e questa è una scelta audace da parte di questo musicista lucano, dato che nei giorni odierni si prediligono ascolti superficiali, soprattutto da parte dei più giovani. Il disco è forse più ambient che black metal, se sommiamo le parti meditative e quelle più "metal", ma in ogni caso il black metal non è assente, seppure in una forma molto melodica ma priva di cantato.

domenica 30 novembre 2025

Intervista: TEZZA F



Filippo Tezza è uno dei tanti talenti sparsi in Italia e "facchini" del power metal incontaminato! E' indubbio che il suo apporto alla scena, tra l'altro ottimo come testimoniato dal suo ultimo album "Echoes From The Winter Silence", sia totale e prezioso. Onestamente crediamo meriterebbe più attenzione e rispetto da parte soprattutto dei fans del power metal italiani, ma qui entreremmo in un discorso sulla esterofilia vecchio come il mondo. In ogni caso vi offriamo questa intervista, davvero bella. Complimenti ancora a Filippo Tezza per il lavoro che svolge musicalmente e per la sua disponibiltà!

1) Ciao Filippo e benvenuto sulla nostra zine! Come sta andando il tuo nuovo "Echoes From The Winter Silence" finora? hai ricevuto delle buone critiche?
Ciao a tutti e grazie! Il nuovo album dal punto di vista delle recensioni e della stampa sta andando abbastanza bene, anche se ho l’impressione sia lievemente meno apprezzato rispetto al disco precedente. Sicuramente è un album un po’ più ricco e più variegato rispetto a “Key to your Kingdom”, quindi posso anche capire che non abbia lo stesso impatto. In ogni caso le recensioni sono positive e in alcuni casi davvero molto buone, quindi alla fine sono comunque contento che il mio lavoro sia apprezzato. Dal punto di vista vendite, ascolti, e riscontro generale del pubblico, non nascondo che l’album è purtroppo partito un po’ con il freno a mano tirato rispetto al predecessore. Ma si sa, in questi tipi di attività è sempre da tenere in conto che per quanto cerchi di fare le cose bene e meglio delle volte precedenti, non c’è comunque una scienza esatta sul come saranno ripagati i tuoi sforzi. Io comunque faccio musica sempre e prima di tutto perché mi piace e mi fa star bene, quindi aspetti come il riscontro, i commenti, l’engagement, le vendite, ecc... sono sicuramente interessanti e degni di attenzione, ma non sono la cosa più importante per un progetto di questo tipo.

venerdì 21 novembre 2025

Intervista: NIHILI LOCUS


Oggi abbiamo l'immenso onore di ospitare sulle nostre giovani pagine virtuali una realtà storica del panorama estremo italiano, torinese per la precisione. I Nihili Locus nei primi anni Novanta già pubblicavano i loro primi lavori, magari non parliamo di full-length, ma di demo ed ep che in un certo senso hanno fatto la storia del nostro underground! Lasciamo la parola a Roberto Ripollino, batterista storico della band.
PS: potete trovare la nostra recensione del loro ultimo album, "Semper", a questo link.

1. Ciao e benvenuto sulla nostra zine! Cosa state preparando come band in questo periodo e come ci si sente ad essere tornati dopo tanti anni con un vero e proprio full-length?
Ciao e grazie per l’invito a far parte di questa zine. Abbiamo fatto 2 live quest’anno e per il prossimo ci piacerebbe farne qualcuno in più anche per portare un po’ in giro “Semper”. Sta avendo delle ottime recensioni e per cui penso sia cosa buona e giusta farlo girare il più possibile, anche perché ci divertiamo… per il resto è un piacere ed un orgoglio aver pubblicato questo disco, insieme a tutte le ristampe dei vecchi lavori su vinile. Un plauso alla My Kingdom Music.

martedì 11 novembre 2025

Recensione: AROTTENBIT "You Don’t Know What A Rework Is"


Full-length, Time To Kill Records
(2025)

Arottenbit è uno di quegli artisti (one man band per la precisione) che non ha paura di osare, ma per introdurvi a questa nostra disamina del suo nuovo disco riportiamo una sua dichiarazione molto interessante circa la lavorazione di questo album: "Dopo "You Don’t Know What Chiptune Is" avevo bisogno di spingermi ancora più in là. Così è nato "You Don’t Know What A Rework Is", un disco completamente collettivo, in cui venti band italiane hanno riscritto i dieci brani del mio album nel loro stile. Dal drone al death metal, dal punk al flamenco: ogni pezzo è diventato qualcos’altro, un territorio sconosciuto dove la mia musica si è trasformata e moltiplicata. La maggior parte delle registrazioni l’ho fatta io stesso con il mio studio mobile, girando per tutta Italia per incontrare le band nelle loro sale prove. Ho voluto catturare il loro suono lì dove nascono le idee, senza filtri. Tutti i mix e i master li ho poi curati personalmente nel mio studio, l’Otto Engineering Labs".